La Turandot al Teatro Della Scala
Puccini come non lo rivedrò mai più
Come ho già scritto altre volte, sono appassionato di musica più o meno a tutto tondo. Di conseguenza un'istituzione come il teatro Alla Scala di Milano assume un valore che va al di là dello spazio in sé e si porta dietro una mitologia con la quale dovevo confrontarmi, almeno una volta.
E così sono andato a vedere la Turandot. E ho visto cose bellissime e cose che mi sono piaciute molto meno e so sicuramente che non ho più necessità di tornarci.
Innanzitutto Puccini: posso dire poco perché mi è difficile confrontarmi con un'enormità di questa portata se non che ascoltarla è sempre incredibile.
L'esecuzione mi è parsa praticamente perfetta, sia da parte dell'orchestra che delle cantanti e dei cantanti: qualcuno che se ne intende mi ha suggerito il fatto che il tenore protagonista sia il migliore attualmente in circolazione.
Riuscitissimo il modo scelto per ricordare il punto in cui finisce la musica scritta da Puccini: cantanti, ballerini e ballerine si sono fermati, si sono schierati verso il pubblico e sullo schermo del palco è stato proiettato il ritratto "ufficiale" (quello più riconoscibile) dell'autore.
Oltretutto si celebrava un secolo dalla prima rappresentazione di quest'opera, avvenuta proprio in questo teatro, prima che è rimasta celebre anche per il "gran gesto" del direttore Toscanini che arrivato a quel punto appoggiò la bacchetta, interruppe la rappresentazione e disse al pubblico che "qui finisce il lavoro del maestro".
Poi la rappresentazione è continuata suonando la versione del compositore Alfano: devo dire che ho cercato di non essere preda di pregiudizi ma in effetti la musica rende male e la trama è veramente troppo affrettata.
Il resto mi è piaciuto meno:
- la presentazione prima dell'opera è stata poco interessante perché mi è parsa poco incentrata sull'opera stessa ma un po' caotica;
- la messa in scena era forse un po' troppo "didascalica" come se il regista volesse spiegare tutto, quasi avesse paura che qualcosa rimanesse "da spiegare".
Ovviamente eravamo alla Scala e quindi tutto deve essere "super" e in effetti la cosa funzionava, anche per l'ottimo cast, però alla fine il risultato era forse un po' "troppo";
- per fare un esempio di questo "troppo", alcuni personaggi cinesi, specialmente bambini, erano interpretati da persone dall'aspetto "orientale", non un trucco ma proprio persone con quell'aspetto, con un leggero senso "razzista";
- dal posto dove ero io, secondo loggione, praticamente non si vedeva niente. Ormai sono abituato al teatro moderno della mia città nel quale si vede praticamente da ogni posto e quindi questa cosa risultava ancora più disturbante;
- al di là delle questioni legate più da vicino alla rappresentazione, era veramente orribile che i foyer fossero suddivisi fra platea e palchi di "prima categoria" e palchi di seconda categoria e loggione;
- infine, sempre per aspetti "logistici", la modalità di visualizzazione del libretto dell'opera usando dei piccoli visori posti sul retro delle poltrone mi è risultata scomoda perché dovevo distogliere lo sguardo dal palco per seguire le parole. Molto preferibile la proiezione del libretto sopra al palco come si usa in altri teatri.
Pagina aggiornata sabato 25 aprile 2026
Pagina creata domenica 19 aprile 2026