Piccolo corpo

Dopo aver letto recensioni che lodavano questo film e dopo averlo visto la domanda che sorge spontanea, come avremmo detto anni fa, è la seguente: perché la critica incensa queste raccolte di retorica?

Come in altri casi, da un punto di vista visivo e forse anche di "costruzione tecnica" (della quale ne so praticamente zero) questo film è buono ma nel linguaggio e nelle emozioni che propone straborda una retorica veramente un po' stantia: solo perché la storia riguarda una "femmina umana" con un problema evidentemente molto femminile (un neonato morto alla nascita) e non un "maschio" con problemi da "maschio" potrei evitare di vedere tutta la retorica intrisa nella storia? Sinceramente non ci riesco e mi annoio presto.

Oltre a questo viene da notare come dei problemi non da "femmine" vengano bellamente ignorati: davvero una persona che vive in un villaggio di pescatori in un'isola in mezzo al mare porta via una barca per andare verso un viaggio senza ritorno? Quante persone soffriranno per la perdita di quella barca? Davvero i lavoratori di una miniera possono consegnare a due sconosciuti due lanterne per farli entrare nella miniera con la certezza che non le riavranno indietro?

Ci sono due scene riuscite: quella dello scambio dei capelli della protagonista con le cure che le permettono di sopravvivere, scena condotta da tutta una serie di personaggi femminili molto efficaci. L'altra, che si svolge praticamente in contemporanea, è quella del cavaliere che accompagna la donna nell'avventura che prova a bussare a quella che si capisce sia la cosa della propria famiglia dalla quale viene (per l'ennesima volta, evidentemente) cacciato.

Il resto è una sequenza di situazioni banali.

Pagina creata venerdì 24 aprile 2026

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